Un bonus di 30 euro, da destinare all’acquisto di un solo dispositivo antiabbandono per ciascun bambino

Un bonus di 30 euro, da destinare all’acquisto di un solo dispositivo antiabbandono per ciascun bambino. A partire dal 20 febbraio, ma chi ha già provveduto all’acquisto ha diritto a un rimborso. Il tutto fino a quando non si esaurirà la dote di 2 milioni, per cui i beneficiari non potranno essere più di 66.666. È così che lo Stato aiuta le famiglie ad adeguarsi all’obbligo di questi dispositivi sui seggiolini, che è per bambini fino ai 4 anni di età e scatta il 6 marzo.

Le regole sono fissate in dettagli nel decreto interministeriale Infrastrutture (Mit)-Economia (Mef), firmato il 28 gennaio dai ministri Paola De Micheli e Roberto Gualtieri. Un testo di ben 10 articoli, per regolare una materia relativamente semplice. D’altra parte, per evitare abusi, sono state stabilite procedure che possono apparire anche eccessive per l’entità del contributo.

Le registrazioni
L’articolo 4 del decreto prevede che i cittadini che vogliono accedere al bonus devono registrarsi sulla piattaforma informatica aperta dal 20 febbraio e accessibile sia direttamente sia tramite il sito del Mit.

Per registrarsi, occorre farsi un’identità digitale, qui di seguito il link https://www.spid.gov.it/richiedi-spid

Fatta la registrazione, bisogna inserire nome, cognome e codice fiscale del bambino, che poi sarà verificato dalla Sogei nelle anagrafi fiscali assieme ai dati del richiedente il bonus.

L’erogazione del bonus
Appena un utente si registra fra i beneficiari, diventa attiva la sua area riservata nella piattaforma informatica che eroga il contributo. In quello stesso momento, in quest’area dovrebbe comparire il buono spesa utilizzabile presso i venditori registrati nella piattaforma.

I buoni vengono generati via via, in un ordine che segue quello delle registrazioni. Quindi occorre registrarsi al più presto, per evitare il rischio di essere esclusi dai contributi.

Al momento dell’acquisto, il venditore “preleva” il buono dall’area riservata del cliente e gli pratica uno sconto di 30 euro, che poi gli verrà accreditato dallo Stato.

Se si accertasse che il buono di spesa è stato utilizzato per acquistare oggetti diversi dai dispositivi antiabbandono, il venditore verrebbe escluso dall’elenco degli esercizi ammessi al circuito di spesa dei bonus.

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