La carta bimbi per pagare la retta del nido passa da 1.500 euro l’anno a 3mila euro per i nuclei con reddito Isee da 25mila euro fino a 40mila euro, e da 1.500 a 2.500 euro per i nuclei sopra i 40mila euro. Il congedo parentale aumenta da cinque a sette giorni

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La proroga per un anno, con un rafforzamento, del bonus bebè e della cosiddetta “carta bimbi” e l’allungamento del congedo parentale da 5 a 7 giorni. Eccolo il primo capitolo della nuova politica a favore della famiglia del governo giallo-rosso.

Bonus bebè su tre fasce
L’assegno per i neonati è esteso a tutto il 2020 e vale fino al compimento del primo anno o al primo anno di ingresso in famiglia. Passa da 1.200 euro l’anno uguale per tutti a tre scaglioni: 1920 euro l’anno per nuclei con Isee fino a 7mila euro, 1440 per nuclei con reddito Isee tra i 7mila e i 40mila euro, e 960 euro per i nuclei con restino sopra i 40mila euro. Nel caso di un figlio successivo al primo nato entro il 2020 (o adottato) gli assegni vengono replicati e aumentati del 20%.

Carta bimbi
Il bonus multiservizi caricato su voucher e utilizzabile sia per pagare la retta del nido sia per la baby sitter o altre forme di aiuto per la cura dei bambini da zero a tre anni passa da 1.500 euro l’anno a 3mila euro per i nuclei con reddito Isee da 25mila euro fino a 40mila euro, e da 1.500 a 2.500 euro per i nuclei sopra i 40mila euro. Infine, come detto, il congedo parentale, che aumenta di due giorni passando da 5 a 7 giorni.

 La riforma dell’assegno unico
Per la più ampia riforma dell’assegno unico l’appuntamento è rinviato a primavera, quando il governo varerà l’annunciato “family act”, ovvero il disegno di legge collegato alla manovra. Intanto in Commissione Affari sociali alla Camera sono stati rinviati di una settimana i termini per la presentazione degli emendamenti al ddl delega per la riforma presentato da diversi parlamentari. Il testo prevede un riordino delle attuali prestazioni a favore delle famiglie con minori che, a regime, potrebbe andare in porto solo con una maggiore dotazione finanziaria di 8-9 miliardi, portando da 15 a 24 i miliardi che finanziano il futuro assegno unico e la dote servizi. Uno scalino difficile da affrontare, dati i vincoli di bilancio.

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